1. Noi non sappiamo perchè ci sia una “realtà”, intorno a noi.
2. Tuttavia sappiamo un po’ di più intorno a come questa realtà è fatta, e ciò dovrà avere pure un senso.
3a. Una conoscenza discorsiva della realtà è impossibile. L’umanità farebbe un grande passo avanti se, una buona volta, ci rinunciasse.
3b. La sapienza non può essere raggiunta per via speculativa. E’ possibile solo la via contemplativa. La via contemplativa è un assorbire, un succhiare, non è conoscere discorsivamente (Isacco il Cieco).
4. Conoscere un sentiero di sapienza equivale a dire: conoscere il processo. Ma conoscere il processo non conduce a poterlo poi dominare. Non diventa di nostra proprietà, e non possiamo essere certi di ritrovarlo.
4.1 Perchè il percorso sapienziale ci trascende.
5. Premessa della sapienza è il timore del Signore.
6. L’arte è imitazione della mistica. L’artista non entra mai nel castello del Re, al massimo ne vede le luci da fuori.
7. Non è scoprendo il fuoco, o la ruota, che l’uomo appaga il proprio animo. La ricerca scientifico – tecnologica è un’attività che mira all’utile, non al vero.
8. Perchè l’uomo, come tutta la materia, è programmato per terminare. E in ciò vi è una benedizione. Non accettare la morte è il segno più eloquente di una vita vissuta nel segno dell’alienazione.
9. Eppure noi fuggiamo la morte. Come gli animali, noi la fuggiamo d’istinto, non perchè sospettiamo che ci interrompa per sempre la vita. Noi la temiamo prima che accada, come per averla già conosciuta, come per paura che ricapiti.
10. Morire è avere altre orecchie, altri occhi, stesso cuore.
